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Ghemme, tra storia millenaria e recente nobiltà

Ghemme, vino di tradizione millenaria, ricco di storia, qualità e un legame profondo con il territorio piemontese.

Flavio Boraso
Ghemme, tra storia millenaria e recente nobiltà

Il Ghemme è un vino che affonda le radici in una tradizione millenaria, risalente addirittura all’epoca romana. Fin dal IV secolo d.C., la zona di Ghemme, nell’Alto Piemonte, è stata testimone della presenza della vite, come confermato da reperti archeologici che attestano la coltivazione della vite fin dai tempi antichi. La storia vitivinicola di Ghemme è legata a quella della sua comunità, che ha sempre avuto una forte connessione con la terra e la viticoltura. Nel Medioevo, il vino di Ghemme divenne una delle bevande più apprezzate anche dai nobili, come dimostrano i frequenti riferimenti nei testi letterari di autori come Stendhal e Fogazzaro.

La viticoltura di Ghemme si è evoluta nel corso dei secoli, passando attraverso momenti difficili, come le devastazioni parassitarie alla fine del XIX secolo e l’emigrazione dalle campagne verso le fabbriche, ma ha sempre mantenuto una forte identità. Nel XIX secolo, il vitigno Nebbiolo (biotipo Spanna) ha rappresentato la base del Ghemme, a cui si aggiungevano piccole quantità di Vespolina e Uva Rara per ammorbidire le caratteristiche più robuste del Nebbiolo. Nonostante la diminuzione delle superfici vitate, il Ghemme continua a essere prodotto con grande dedizione e qualità, e rappresenta una piccola parte della produzione vinicola del Piemonte, ma con un’elevata qualità e prestigio.

Oggi, il Ghemme DOCG viene prodotto su circa 400 ettari, una cifra ben lontana dai 40.000 ettari vitati alla fine dell’Ottocento, ma continua a essere un simbolo di tradizione e qualità. Il vino nasce da un suolo ricco di minerali, influenzato dalla presenza del Monte Rosa e dalla vicinanza ai laghi Maggiore e Orta. Il terreno morenico, composto da rocce, argille e tufo, conferisce al vino una mineralità unica. Il Ghemme è caratterizzato da un colore rosso granato intenso con riflessi arancioni, un naso che richiama note di violetta, lampone, spezie e liquirizia, e un sapore asciutto, sapido, con tannini morbidi e una buona acidità. È un vino che si distingue per la sua capacità di invecchiamento grazie alla sua robusta struttura.

Il Ghemme si abbina perfettamente a piatti della tradizione, come carni rosse, formaggi stagionati e piatti tipici del Novarese, come la paniscia novarese. Nonostante la sua tradizione consolidata, il Ghemme ha saputo trovare spazio nel mercato internazionale grazie alla promozione del Consorzio di Tutela dei Nebbioli dell’Alto Piemonte, che dal 1999 promuove il vino e il territorio circostante. Oggi, i produttori locali continuano a credere nella qualità del Ghemme, mantenendo vive le tradizioni e guardando con ottimismo al futuro del settore.

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Articolo scritto da Flavio Boraso
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