Il Pelaverga è un vitigno che affonda le radici in una storia ricca di tradizione, leggende e rinnovato interesse. Originario della zona prealpina, si è sviluppato soprattutto nella provincia di Cuneo, con una particolare concentrazione a Verduno, un piccolo comune alle porte di Alba. La sua diffusione nel corso dei secoli è stata favoriata dalle condizioni climatiche favorevoli e dall’intervento di figure storiche come i monaci di Pagno e la Marchesa Margherita di Foix, che nel 1511 contribuì a farlo conoscere a Roma, grazie anche al dono di botti di Pelaverga al Papa Giulio II. Successivamente, nel 1700, il beato Sebastiano Valfrè, legato alla casa Savoia, portò barbatelle di Pelaverga al paese di Verduno, dove si iniziò la sua coltivazione.
Nonostante il forte legame tra il Pelaverga e il territorio di Verduno, le ricerche scientifiche degli anni ’80 hanno escluso la parentela tra il Pelaverga di Verduno e quello di Pagno, portando alla distinzione tra il Pelaverga piccolo (coltivato a Verduno) e il Pelaverga di Saluzzo. La varietà di Verduno è caratterizzata da vigore, buona produttività, resistenza al freddo e maturazione medio-tardiva. Gli studi hanno inoltre ipotizzato che il Pelaverga di Verduno possa derivare da un vitigno antico di Langa, il Pignolo albese, ma il dibattito sulla sua origine rimane aperto. Il vitigno, però, ha vissuto vicissitudini storiche: dopo le devastazioni causate dalla fillossera e dalle malattie fungine tra fine ‘800 e inizio ‘900, il Pelaverga è stato riscoperto negli anni ’70, grazie all’iniziativa di alcuni viticoltori come gli Alessandria e i Burlotto.
Nel 1995, il Pelaverga di Verduno ha ottenuto la denominazione di origine controllata (DOC) con il nome di Verduno Pelaverga, un vino rosso che nasce dalle uve Pelaverga piccolo. Questa zona di produzione si estende tra i comuni di Verduno, Roddi e La Morra, nel cuore delle Langhe. Nonostante la sua produzione limitata, il Verduno Pelaverga ha conquistato una solida reputazione, grazie alla sua qualità e alla delicatezza del suo profilo aromatico. Il vino si presenta con un colore rosso rubino, riflessi violetti, e un profumo che ricorda la fragola, il ribes e il pepe bianco, con una freschezza in bocca che lo rende piacevole e aggraziato.
Il Verduno Pelaverga è ideale per abbinamenti con piatti tipici della cucina piemontese, come i ravioli, i tajarin, la carne cruda, i formaggi caprini e i salumi. Nonostante la sua limitata area di produzione, il Verduno Pelaverga si sta facendo strada nel panorama dei grandi vini rossi piemontesi, grazie alla sua storia affascinante e alla sua personalità distintiva, che unisce tradizione e modernità in un vino unico.
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