Il Gattinara, vino rosso di pregio prodotto nel comune omonimo in provincia di Vercelli, ha una lunga storia e tradizione che risale ai tempi dell’Impero Romano, sebbene la sua fama sia esplosa più tardi grazie al Marchese di Gattinara, Mercurino Arborio. Il vitigno principale utilizzato per la sua produzione è il Nebbiolo, noto localmente come Spanna, che cresce su terreni vulcanici ricchi di minerali. La zona di produzione gode di un microclima favorevole, con ripari naturali contro i venti freddi. La zona vitivinicola ha subito il declino nel corso dei secoli, a causa di parassiti, crisi economiche e l’abbandono delle campagne a favore delle città industriali, ma grazie all’intervento di Mercurino Arborio, il Gattinara acquisì una certa notorietà in tutta Europa.
La città di Gattinara ha una forte connessione storica con la viticoltura, come dimostrato dai numerosi riferimenti storici, tra cui manufatti archeologici e testimonianze medievali. La produzione di vino, inizialmente limitata, conobbe una diffusione più ampia nel Rinascimento grazie agli sforzi promozionali del Marchese. Nonostante le vicissitudini storiche, la qualità del vino non venne mai meno e il Gattinara divenne un simbolo di eleganza, aristocratico e apprezzato dalle corti di tutta Europa.
Oggi, il Gattinara è noto per il suo carattere distintivo. Il vino, prodotto da una combinazione di Nebbiolo e altre uve come Vespolina e Bonarda, matura per almeno 35 mesi, di cui 24 in botti di legno. La sua bassa resa in vigna garantisce qualità, con una produzione limitata che contribuisce alla sua esclusività. Il Gattinara è un vino complesso e corposo, con un bouquet di profumi che spazia dalle note floreali a quelle speziate e di cuoio. In bocca è asciutto, armonico, con un tannino deciso e un finale leggermente amarognolo. È un vino che si abbina bene con piatti ricchi come risotti, carni stufate, selvaggina e formaggi stagionati.
Tuttavia, la storia del Gattinara non è stata sempre facile. La crescita del Barolo e l’attenzione rivolta dalle istituzioni al Sud Piemonte, unita alla crisi del mercato vinicolo e alla contraffazione negli anni ‘70, ha danneggiato la reputazione del vino. Solo dopo una lunga risalita, il Gattinara ha ottenuto la DOCG nel 1990, tornando a essere riconosciuto come uno dei grandi vini italiani.
Oggi, grazie all’impegno di aziende storiche e giovani produttori, il Gattinara sta vivendo una nuova stagione di crescita. Il Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte sta lavorando per promuovere e proteggere la qualità dei vini delle province di Novara, Vercelli e Biella. Le aziende come Antoniolo, Travaglini e Nervi sono testimoni di un rinnovato slancio verso l’eccellenza enologica, consolidando così l’economia e la tradizione vitivinicola del Gattinara e del suo territorio.
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