Le incantevoli colline di quasi 200 comuni in Piemonte, situate tra Cuneo, Asti e Alessandria, sono la culla dell’Alta Langa DOCG. Questa prestigiosa denominazione si concentra principalmente sui vitigni Pinot Nero e Chardonnay, seguendo il tradizionale Metodo Classico. Questo metodo, che prevede una lunga maturazione sui lieviti, conferisce ai vini un carattere unico e una qualità eccezionale, rendendoli protagonisti nei brindisi di tutto il mondo.
L’evoluzione dell’Alta Langa Docg
Fino alla fine degli anni ’80, il Piemonte era noto per la sua tradizione spumantistica, ma principalmente grazie alla produzione di Asti Spumante da uve Moscato. La componente viticola per i Metodo Classico era trascurata. Tuttavia, la competizione con altre regioni italiane, come Franciacorta e Trentino, ha evidenziato la necessità di sviluppare anche in Piemonte una viticoltura dedicata agli spumanti Metodo Classico.
Nel 1990, i principali produttori piemontesi, tra cui Cinzano, Gancia e Martini & Rossi, lanciarono il “Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte”. Questo progetto mirava a dimostrare che le colline delle province meridionali di Cuneo, Asti e Alessandria erano ideali per produrre uve di alta qualità per il Metodo Classico. Dopo dodici anni di ricerca e sperimentazione, nel 2002, il riconoscimento della denominazione di origine controllata (Doc) per l’Alta Langa ha segnato l’inizio di una nuova era.
Nel 2011, l’Alta Langa ha ottenuto la denominazione di origine controllata e garantita (Docg), confermando il suo status di eccellenza. Nonostante un inizio lento, con soli 78 ettari vitati nel 2011, la superficie è cresciuta rapidamente negli anni successivi. Nel 2023, i vigneti destinati all’Alta Langa hanno raggiunto i 440 ettari, con una maggioranza di Pinot Nero e una parte significativa di Chardonnay.
Norme di produzione rigorose
Il disciplinare di produzione dell’Alta Langa DOCG stabilisce che le uve devono provenire da vigneti situati a un’altitudine minima di 250 metri sul livello del mare, con una densità di almeno 4.000 ceppi per ettaro. La resa massima è fissata a 11.000 chilogrammi di uva per ettaro, con una gradazione alcolica minima di 9,50% Vol. La vinificazione, l’imbottigliamento e l’invecchiamento devono avvenire in Piemonte. Il Metodo Classico richiede almeno 30 mesi di maturazione sui lieviti per l’Alta Langa Metodo Classico e 36 mesi per la versione Riserva.
Il ruolo del Consorzio Alta Langa
Fondato nel 2001, il Consorzio di Tutela dell’Alta Langa ha giocato un ruolo cruciale nel consolidare la denominazione e nel promuovere la qualità del prodotto. Con il motto “Alte Bollicine Piemontesi”, il consorzio rappresenta circa l’85% dei produttori di Alta Langa DOCG, che oggi comprendono 146 aziende.
L’Alta Langa DOCG continua a crescere in popolarità e qualità. Nel 2022, la produzione effettiva ha raggiunto circa 3 milioni di bottiglie, con una proiezione di ulteriore crescita grazie ai nuovi impianti programmati per il triennio 2023-2025. Nonostante una presenza ancora limitata nella GDO, l’Alta Langa è ormai un prodotto di riferimento nelle carte dei vini della ristorazione italiana e internazionale.
L’Alta Langa rappresenta una delle eccellenze del Metodo Classico italiano, con una storia di sfida e successo che la rende unica nel panorama vitivinicolo mondiale. Grazie alla dedizione dei suoi produttori e alla qualità delle sue uve, l’Alta Langa Docg continua a conquistare nuovi traguardi, affermandosi come un simbolo di prestigio e tradizione del Piemonte.
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