Un anno di conferme per il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Il Consorzio, con le sue 13 denominazioni tutelate, rappresenta circa il 30% della superficie a Doc e Docg del Piemonte intero.

Gennaio 2021
Un anno di conferme per il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato

Chissà quali sarebbero stati i risultati del Monferrato del vino se nel 2020 non ci fosse stato il Covid-19 con tutte le sue ripercussioni di chiusura, riapertura, lock-down e via di questo passo!

È una domanda legittima alla luce dei risultati dell’anno 2020 recentemente annunciati dal Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.

L’anno 2020 si è chiuso con numeri che definire incoraggianti sembra riduttivo: le bottiglie prodotte sono state oltre 66 milioni e la superficie vitata ha superato gli 11 mila ettari, un dato questo che attribuisce al Consorzio e alle sue 13 denominazioni tutelate circa il 30% della superficie a Doc e Docg del Piemonte intero.

Ricordiamo al riguardo che il Consorzio ha la responsabilità della tutela e della promozione di 4 Docg (Barbera d’Asti, Nizza, Ruchè di Castagnole Monferrato e Terre Alfieri) e di 9 Doc (Albugnano, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Asti, Freisa d’Asti, Grignolino d’Asti, Loazzolo, Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, Monferrato e Piemonte).

Anche il raffronto con i dati dell’anno precedente lasciano trapelare situazioni positive: i dati di imbottigliamento per l’intero anno 2020 segnalano, rispetto all’anno precedente, un incremento dello 0,4%, una situazione che alla luce delle restrizioni che si sono verificate era tutt’altro che pronosticabile.

Tali dati confermano la tendenza positiva che si evince anche nei singoli comparti: emblematico è il caso della Barbera d’Asti che, con l’incremento annuale del 2,1% e quello quinquennale di oltre un milione di bottiglie, ribadisce il favorevole apprezzamento che il vino sta ottenendo sui mercati del mondo intero, come prodotto longevo e di valore, capace di acquisire quote di mercato importanti negli Stati Uniti e nel Nord Europa. Risoluto è parso anche il cammino del Nizza Docg (+ 4%) e del Ruchè di Castagnole Monferrato Docg, da qualche anno attestato su un milione di bottiglie.

Altro dato di stabilità è quello riferito alla produzione ricavata dalla vendemmia 2020: anche se le valutazioni previsionali annunciavano una vendemmia più abbondante rispetto al 2019, i dati concreti sembrano avvalorare invece una situazione molto simile all’anno precedente, con una potenzialità in vino pari a 536.393 ettolitri per tutte le denominazioni tutelate dal Consorzio.

“Il dato è oltremodo significativo – ricorda Filippo Mobrici, presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato (foto) – e conferma la grande crescita professionale del comparto, che da tempo non si lascia condizionare dalle differenti situazioni climatiche, ma tende con opportuni interventi agronomici tipo i diradamenti estivi e le cernite vendemmiali ad equilibrare anno per anno la capacità produttiva del patrimonio viticolo”.