Toso alza l’asticella sull’Asti secco

Un Asti secco senza solfiti aggiunti è la sfida che lancia la Cantina Toso di Cossano Belbo nel mondo dell’Asti secco.

Febbraio 2019
Toso alza l’asticella sull’Asti secco

Un Asti secco senza solfiti aggiunti è la sfida che lancia la Cantina Toso di Cossano Belbo nel mondo dell’Asti secco, l’ultimo prodotto generato dall’universo Asti.

La prima produzione di “Saruné” Asti Secco Docg senza solfiti aggiunti nata in casa Toso è stata preparata in edizione limitata – solo 13.200 bottiglie numerate – e porta sul mercato un prodotto che nobilita la scelta delle uve e valorizza i vigneti di provenienza, particolare che nell’Asti non viene in genere abbastanza valorizzato come invece accade normalmente per i più prestigiosi vini piemontesi.
La materia prima proviene infatti da vigneti di eccellenza posti in altitudine come quelli in località Marini o San Grato tra Santo Stefano Belbo e Canelli, con esposizioni collinari e tipologie di terreni particolarmente adatti a valorizzare la ricchezza aromatica e l’acidità dei Moscati bianchi utilizzati per questo tipo di spumante.
Le uve, selezionate e raccolte a mano in cassette forate, trasportate rapidamente in cantina, vengono immediatamente trattate con neve carbonica per raffreddare i grappoli ed evitare ogni ossidazione precoce. Per evitare l’impiego di solfiti, conservanti che vengono comunemente impiegati in vinificazione per inibire lo sviluppo batterico, ma che possono anche causare reazioni in persone sensibili, è richiesta particolare cura e pulizia scrupolosa.
Il mosto fiore viene prelevato per sgrondatura e avviato ad un’attenta vinificazione con lieviti selezionati in autoclave sotto stretto controllo di ossigeno. Infine il vino viene imbottigliato con un impianto all’avanguardia che offre le migliori garanzie di protezione.
Uno spumante, questo innovativo Asti secco Docg di Cantina Toso, che è insieme una sfida e una nuova pagina nella storia del Moscato bianco piemontese.