Scelta la prima Città Italiana del Vino: è Barolo

Un nuovo concorso tra le 460 città del vino per valorizzare la ricchezza, la diversità, le caratteristiche della cultura della vite e del vino dei territori italiani.

Novembre 2020
Scelta la prima Città Italiana del Vino: è Barolo

Il 2021 ci auguriamo tutti possa essere un anno di buone prospettive, di ripresa economica e di “cura” sociale. Di sicuro, sarà il frutto di scelte e di azioni capaci di fortificare la nostra resilienza, fortemente messa in discussione da una inattesa pandemia.

Anche i territori vitivinicoli sono consci della necessità di costruire oggi questo nostro futuro di rilancio e, tra le molte iniziative in fase di progettazione, assume importante rilievo la decisione dei 460 Comuni aderenti all’Associazione Città del Vino di istituire, per la prima volta, un concorso – patrocinato dal Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali – per designare e incoronare la “Capitale italiana della cultura enologica” del prossimo anno.

Un riconoscimento, certo, ma anche una sfida culturale e ambientale che ha coinvolto tutte le città del vino italiane a maggiore vocazione vitivinicola ed enoturistica, selezionandone sette: Barolo (Cuneo), Bianco (Reggio Calabria), Duino Aurisina (Trieste), Montepulciano (Siena), Montespertoli (Firenze), Taurasi (Avellino) e Tollo (Chieti).

Proprio a Barolo è stato assegnato il ruolo di “Città Italiana del Vino 2021“, mentre a Duino Aurisina e Montepulciano la commissione giudicante ha riconosciuto una menzione speciale per la validità del progetto culturale che ha sostenuto le rispettive candidature.

Il progetto culturale è, indubbiamente, la chiave del percorso di valorizzazione che Barolo sta attuando da anni e che emerge anche dalla programmazione prevista per il 2021, con un ricco calendario di eventi e manifestazioni che hanno fatto pendere l’ago della bilancia sulla sua candidatura: mostre, seminari, Lectio magistralis, installazioni artistiche e tanto altro. Un programma sviluppato dal Comune in collaborazione con la Barolo&Castle Foundation, che avrà anche il compito di gestire l’attività organizzativa.

Complessivamente sono previste 24 grandi iniziative tra le quali la “Hall of Fame“, cioè la cerimonia d’ingresso nel Museo del Vino delle grandi personalità del vino italiano. Previsti gemellaggi internazionali tra realtà museali e territori del vino; iniziative di avvicinamento tra campagne e città; la Convention d’Autunno delle Città del Vino; mostre d’arte contemporanea in alcune cantine del Barolo, in collaborazione con Artissima, la principale fiera italiana di settore. Senza dimenticare la programmazione di grandi degustazioni del “Re dei vini”, con la speranza di poterli ospitare proprio a Barolo, a contatto fisico e non solo virtuale.

Il Comune di Barolo è considerato la “Capitale” vinicola delle Langhe, area di riferimento turistico e territorio “Patrimonio dell’Umanità” riconosciuto dall’Unesco per i suoi paesaggi viticoli e la designazione a “Città Italiana del Vino 2021” vorrà essere proprio un grande viaggio tra tradizione e modernità; un viaggio che racchiude l’anima stessa del Barolo, vino dalla storia antica che ha saputo rinnovarsi e aprirsi al mondo.

Un viaggio tra memoria e comunità. All’ombra delle narrazioni degli scrittori del territorio che hanno svelato i segreti di una cultura – quella contadina – che resta radice, ma anche stimolo determinante.

(Alessandro Mortarino)