GUIDO A FONTANAFREDDA

Ristoranti
30-Jun-2015

SALVATORE MARCHESE





SERRALUNGA D'ALBA (CN)



  • RISTORANTE GUIDO NELLA VILLA REALE TENUTA DI FONTANAFREDDA 12050 SERRALUNGA D’ALBA (CN)
  • RISTORANTE GUIDO NELLA VILLA REALE TENUTA DI FONTANAFREDDA 12050 SERRALUNGA D’ALBA (CN)
  • RISTORANTE GUIDO NELLA VILLA REALE TENUTA DI FONTANAFREDDA 12050 SERRALUNGA D’ALBA (CN)

Se durante i suoi soggiorni a Fontanafredda, dove incontrava la sposa morganatica Rosa Vercellana – “la bela Rosin” – il re Vittorio Emanuele II avesse potuto apprezzare certi agnolotti probabilmente il corso della storia si sarebbe indirizzato verso altri destini. Il sovrano, magari, avrebbe preso in seria considerazione l’ipotesi di abdicare al trono sabaudo per restarsene serenamente a Serralunga d’Alba, nel cuore delle Langhe del Barolo, nella sua nobile dimora. Gli agnolotti ai quali faccio riferimento – naturalmente al sugo d’arrosto, la mia passione – sono quelli attualmente proposti nel ristorante della Villa Reale da Piero e Ugo Alciati insieme a tante altre leccornie ispirate indifferentemente dalle consuetudini della tradizione di famiglia o dalle suggestioni di una creatività consapevole. Le benefiche sensazioni gustative prendono il via con le appetitose schermaglie dell’assortimento della amuse-bouche. La bocca sorride in effetti, e si appresta ad accogliere di buon grado le interessanti prospettive annunciate dalla carta.

L’inverno sta per finire e i colori inducono a pensare alla primavera: tra le vigne restano alcuni cumuli di neve, ma attorno brillano il verde dei prati e il turchino del cielo. Al momento adatto per salutare il cambio delle stagioni con gli ultimi cardi gobbi di Nizza Monferrato insaporiti con le pere e le acciughe salate. Ma per quanto mi riguarda, tra gli antipasti è quasi scontato rinnovare l’ennesimo incontro con il roseo vitello tonnato piemontese tagliato al coltello, ingentilito da una salsa di ineguagliabile leggiadria. Mamma Lidia, evidentemente, ha saputo trasmettere la sua proverbiale grazia al figlio Ugo, ormai signore assoluto dei fornelli. La conferma, appunto, giunge dagli agnolotti al sugo d’arrosto, di strepitosa bontà per il perfetto amalgama delle carni della farcia con la consistenza segreta della sfoglia e la sontuosità del condimento. Il filo conduttore dei miei pensieri si snoda attraverso le sfumature di un classico Nebbiolo d’Alba Marne Brune dell’annata 2011. Me lo ha proposto Piero, il quale si muove nella sala con la signorile autorevolezza che ne contraddistingue la straordinaria personalità. Tornare indietro con la memoria al padre Guido, che ho conosciuto personalmente, è una cosa abbastanza immediata. Attorno, i suoi giovani collaboratori sembrano danzare con la musicale leggerezza delle figure di Edgar Degas.

L’attenzione adesso è rivolta alle seducenti lusinghe del “caldo e freddo” di faraona e fegatini e salsa al Marsala sulle quali si intrecciano i piacevoli risvolti di un grande Barolo del 2006 di casa Borgogno. Un “intruso”, qui, se volete, essendo un Barolo di Barolo: ma tuttavia accolto con partecipe entusiasmo per la sua vellutata magnificenza che fa passare in secondo piano il rilievo “amministrativo”. Le virtù del vino si dischiudono progressivamente con i minuscoli bocconcini di formaggio che costituiscono il gradito preludio al dessert. Le scelte della gola si soffermano sui deliziosi bignè al torrone d’Alba con cioccolato fondente, tre gemme zuccherine di coinvolgente suadenza. Non ho difficoltà ad ammettere, a questo punto, che mi sentirei pronto per rendere tutti gli onori del caso pure alle molteplici tentazioni suggerite dalla apparente complessità delle pere al forno con amaretto, zuppa di cioccolato e tartufo nero. Le titubanze vengono superate fortunatamente dall’assaggio della piccola pasticceria e dalle frequenti conferme fornite dal Barolo.

I VOTI

Ambiente, 8 (di sobria e raffinata eleganza); atmosfera, 8 (il merito compete ai fratelli Piero e Ugo Alciati); amuse-bouche (assortimento gradevole); cardi gobbi di Nizza Monferrato, pere e acciughe, 7; vitello tonnato piemontese tagliato al coltello, 8; agnolotti di Lidia al sugo d’arrosto, 9; “caldo e freddo” di faraona e fegatini, salsa al Marsala, 8 ½; bignè al torrone d’Alba con cioccolato fondente, 7 ½. I vini: Nebbiolo d’Alba Marne Brune 2011 Fontanafredda, 7; Barolo riserva 2006 Borgogno, 8. 

Guido a Fontanafredda

Ristorante Guido nella Villa Reale
Tenuta di Fontanafredda
12050 Serralunga d’Alba (CN)
Tel. 0173-626162
Chiuso: lunedì; aperto la sera da martedì a sabato; sabato e domenica anche a pranzo
Sito web: www.guidoristorante.it

 

 

 









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