Settembre 2014

  • Settembre 2014

    Settembre 2014

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    Benvenuto Unesco

    Le colline del vino di Langa-Roero e Monferrato sono patrimonio dell’umanità. Lo ha decretato l’Unesco a Doha nel giugno scorso e subito si sono sprecati i commenti e le dichiarazioni di soddisfazione, con un pizzico di trionfalismo persin eccessivo. Al riguardo, anche Barolo & Co. intende proporre alcuni punti di riflessione. Prima di tutto, questo riconoscimento va accreditato non già al territorio di Langa-Roero e Monferrato nel suo insieme, quanto piuttosto alle colline vitate, che sono lo spazio concreto per tante produzioni di qualità e prestigio e che con la loro speciale capacità produttiva hanno caratterizzato in positivo lo sviluppo dell’intero Piemonte.

    TEMI PRINCIPALI

    Dogliani, il Dolcetto “coraggioso”


    Caluso, dove l’Erbaluce è regina


    Alle radici dei vitigni italici


    D’oro, d’argento. Nazionali e internazionali. Servono ancora i Concorsi enologici?


    Gutturnio, ambasciatore dei Colli Piacentini


    Il bicchiere mezzo pieno


    Loazzolo: il privilegio delle vigne tra i boschi


    In giro sulle colline di Acqui e dintorni


    A passeggio per i sentieri di Diano d'Alba


    Il peperone che colora la tavola


    Murazzano: un formaggio per l'Unesco


    Ipotesi sul fritto misto che verrà


    In Liguria, di valle in valle


    La grappa, una storia senza confini


    Aperitivi e non, oltre le solite bollicine


    Su quella Vespa si è iniziato un lungo viaggio. Libera, la Barbera dai capelli rossi


    Stefano Sandrone, l’uomo che ha provato a pesare i pensieri


    Consani, Enotavola, Banco, InOltre e Noi


    El Caracol, Baia dei Butteri e La Bonne Etape


    La cipolla bionda di Cureggio e Fontaneto


    Mendoza: l’arvangia del vino piemontese


    Mario Calvino: Il modernizzatore della viticoltura ligure


    Da Gilgamesh a Omero

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