Maurizio Montobbio è di nuovo alla guida del Consorzio del Gavi

Torna alla presidenza e ci racconta come ha trovato la denominazione Gavi

Giugno 2021
Maurizio Montobbio è di nuovo alla guida del Consorzio del Gavi

Dalla seconda metà di maggio 2021 Maurizio Montobbio è di nuovo presidente del Consorzio del Gavi, rieletto dopo un periodo sabbatico di tre anni. Classe 1969, originario di Novi Ligure e residente a Castelletto d’Orba dove conduce un’azienda viticola con vigneti anche nel paese di Capriata d’Orba incluso nella zona di origine del Gavi, Montobbio è la figura giusta per guidare la struttura, dinamica e autorevole, del Consorzio del Gavi. Pur non vivendo questa realtà come produttore vinificatore, ne conosce a fondo le dinamiche e le necessità.

Una denominazione in salute

Ci è venuto spontaneo chiedere a Maurizio Montobbio come abbia trovato la struttura consortile e, soprattutto, la denominazione Gavi. La sua risposta è stata emblematica: “Ho trovato una situazione di gran lunga migliore di quanto mi aspettassi, tenendo conto dei problemi che la pandemia ha creato negli ultimi due anni. I dati economici del 2020 rivelano una sostanziale tenuta, con probabili piccole rinunce in termini di valore della bottiglia o del litro di Gavi. Ma i primi sei mesi del 2021 ci hanno portato un rilancio superiore a ogni aspettativa”.

L’annata 2020 in termini di vendemmia ha provocato anche nel mondo del Gavi qualche evidente incertezza, al punto che il Consorzio ha deciso di istituire la “riserva vendemmiale”, da accantonare e riprendere se i riscontri di mercato fossero migliorati. Com’è oggi la situazione?

Evidentemente, un po’ di prudenza in quella fase era necessaria. Il dato produttivo è stato diviso in due parti: 8.200 chilogrammi di uva a ettaro come produzione consentita e 1.300 chilogrammi come riserva. A fine maggio 2021, considerato l’ottimo andamento dei mercati, si è deciso di sbloccare il 40% di questa riserva (circa 4.000 ettolitri di vino spalmati sull’intera denominazione). Adesso stiamo addirittura valutando se sbloccare il 60% rimanente, perché numerose aziende segnalano scorte di cantina ridotte ai minimi termini”.

Le prospettive future

E questo, naturalmente, avrà riflessi anche sulla prossima vendemmia… “Indubbiamente, – ricorda Montobbio – ci potrebbero essere effetti positivi anche sulla vendemmia 2021, con l’abbandono dell’ipotesi della riserva vendemmiale e il ritorno alla produzione integrale come da disciplinare. E questo potrebbe sancire il rientro nella completa normalità, con ulteriori possibilità di crescita”.

Da anni, il Consorzio del Gavi dedica un’attenzione mirata alla gestione del potenziale viticolo. Com’è la situazione attuale?

Veniamo da un triennio (2018, 2019 e 2020) di gestione del vigneto Gavi con la possibilità di incrementi annuali di 15 ettari sull’intera zona di origine. Per il 2021 e anni successivi stiamo valutando il da farsi, ma non c’è molta fretta, visto che – per colpa della pandemia – non tutti gli impianti autorizzati nei tre anni citati sono stati realizzati. In ogni caso, continueremo a lavorare per gestire lo sviluppo del potenziale viticolo, perché crediamo che sia l’unica soluzione adeguata. Bloccare gli impianti o liberalizzarli totalmente sono due soluzioni che non condividiamo”.

(intervista di Giancarlo Montaldo)