Incentivi all’insediamento dei giovani in agricoltura, la Regione Piemonte aumenta il fondo

La Regione Piemonte ha deliberato il potenziamento di un finanziamento, quello configurato nella misura 6.1.1. assegnando alla stessa un ulteriore fondo di 1.550.000 euro

Aprile 2020
Incentivi all’insediamento dei giovani in agricoltura, la Regione Piemonte aumenta il fondo

Proprio in questi giorni di pieno bailamme dovuto al Coronavirus, c’è una buona notizia: la Regione Piemonte ha deliberato il potenziamento di un finanziamento, quello configurato nella misura 6.1.1. – attualmente è al termine della sua operatività il bando 2019 – assegnando alla stessa un ulteriore fondo di 1.550.000 euro. È stata la Giunta regionale a varare nella seduta del 3 aprile scorso tale delibera su proposta dell’assessore regionale all’Agricoltura e Cibo, Marco Protopapa.

In questo modo, la dotazione finanziaria complessiva della misura 6.1.1. del Psr come “Premio per l’insediamento di giovani agricoltori” del bando 2019 diventa di 3.350.000 euro, consentendo lo scorrimento della graduatoria di tale bando ad altri soggetti beneficiari ammessi in graduatoria, ma che non potevano accedere ai contributi per la mancanza dei finanziamenti necessari.

Da tempo, il cambio di generazione è un momento nevralgico in tutti i settori e in tutte le realtà aziendali. Non fa eccezione il mondo agricolo, dove il forte legame con la terra, il passato e la tradizione sovente pone in secondo piano l’opportunità di cambiare strategie produttive e di mercato e la necessità di innovare metodi e strumenti. In questi ambiti, nascono spesso i contrasti e le incomprensioni tra le generazioni.

Quel vecchio proverbio che dice che una prima generazione crea, la seconda ammucchia e la terza smucchia” non è solo ironico, ma mette a nudo le oggettive difficoltà di tanti imprenditori a coinvolgere i figli nei progetti aziendali. Inoltre, spesso, lo stato d’animo prevalente è stato tipicamente prudente o conservativo e così l’imprenditore agricolo, invece di coinvolgere chi dovrebbe venire dopo di lui, ne minimizza le energie, ne critica lo spirito innovativo, rinuncia al coinvolgimento piuttosto che metterlo alla prova.

Mettersi da parte non è facile, ma così facendo spesso per una generazione che finisce non ne viene alla ribalta una nuova, dotata degli stimoli giusti e degli strumenti più idonei a proseguire il progetto e portare nuovi risultati; un vecchio problema che nuove dotazioni economiche in azienda possono superare.

Anche per questo, una delle più interessanti linee di intervento del Piano di Sviluppo Rurale è proprio il sostegno a favore dell’insediamento dei giovani agricoltori; al netto, ovviamente, dei giovani che scelgono l’agricoltura senza già avere una azienda di famiglia alle spalle.