Il Mondial des Vins Extrêmes resiste e rilancia

C’è tempo fino al 31 luglio per iscrivere i vini al concorso enologico “Mondial des Vins Extrêmes”

Luglio 2020
Il Mondial des Vins Extrêmes resiste e rilancia

Il concorso, giunto alla sua 28a edizione è organizzato da Cervim, Centro di ricerca, studi e valorizzazione per la viticoltura montana con sede a Aymavilles (AO) che ha da poco meno di un mese un nuovo presidente, il viticoltore valdostano Stefano Celi.

Con il patrocinio dell’OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin), il Mondial des Vins Extrêmes è l’unica manifestazione enologica mondiale dedicata ai vini prodotti in zone caratterizzate da viticolture eroiche.

Il concorso seleziona i migliori vini frutto della viticoltura estrema con la finalità di promuovere e salvaguardare le produzioni di piccole aree vitivinicole che si caratterizzano per storia, tradizione e unicità, di grande valore ambientale e paesaggistico dove si coltivano soprattutto vitigni autoctoni. Si tratta di autentiche “isole della biodiversità viticola” che, però, corrono il rischio di scomparire a causa degli alti costi di produzione e realizzazione dei vigneti.

Al Mondial des Vins Extrêmes sono ammessi i vini prodotti da uve di vigneti che presentano difficoltà strutturali permanenti come altitudine superiore ai 500 m s.l.m., ad esclusione dei sistemi viticoli in altopiano, pendenze del terreno superiori al 30%, sistemi viticoli su terrazze o gradoni o provenienti da viticolture delle piccole isole.

I campioni dovranno arrivare entro il 5 agosto e le selezioni, che normalmente di tengono a metà luglio, sono state posticipate al 27 – 28 e 29 agosto prossimi sempre in Valle d’Aosta.

Nei giorni scorsi il Cervim ha visto concretizzarsi un importante risultato, con il Decreto firmato dalla Ministra alle Politiche agricole Teresa Bellanova, di concerto con i Ministri Dario Franceschini (Beni culturali) e Sergio Costa (Ambiente), interamente dedicato alla viticoltura eroica, che rende concreto un risultato atteso da tempo, in seguito all’articolo 7 comma 3 del Testo Unico del Vino dove la vite e i territori viticoli vengono considerati patrimonio culturale.

Un decreto che si concretizza grazie al lavoro svolto dal Cervim e che riporta la definizione di viticoltura eroica e le caratteristiche elaborate ed utilizzate dal Cervim stesso.

 

(Simonetta Padalino)