Ha debuttato ReWine, prima Edizione dell’evento dedicato ai grandi vini canavesani

I Giovani Vignaioli Canavesani insieme per rilanciare il territorio attraverso l’enogastronomia

Luglio 2021
Ha debuttato ReWine, prima Edizione dell’evento dedicato ai grandi vini canavesani

Parafrasando una strofa di una celebre canzone di David Bowie, “Is there life on Canavese?” – C’e vita nel Canavese? – a questa domanda oggi possiamo rispondere: “Certo che sì!”.

Agli storici produttori di questo territorio, ultimo lembo a nord della provincia di Torino prima di entrare in Valle d’Aosta, si sono affiancati dal 2020 i Giovani Vignaioli Canavesani, un’associazione di venti produttori, giovani, appassionati, spinti dal desiderio di raccontare l’unicità di questo territorio, ricco di storia e tradizione, attraverso i loro vini.

L’amore per il Canavese, la convinzione delle sue grandi potenzialità e la voglia di confrontarsi per migliorare ed imparare li ha portati ad organizzare ReWine (26-27 giugno 2021 a Ivrea e Borgofranco d’Ivrea), il primo evento dedicato in esclusiva ai vini del Canavese.

Il tema di questa prima edizione è stato: “Il ruolo della viticoltura canavesana in un clima che cambia”. Due giorni intensi, tra dibattiti e degustazioni – molto interessanti sia i vini che le chiacchierate con i produttori – dedicati alla scoperta dei vini del Canavese. Per comprendere appieno lo sforzo di questi Giovani Vignaioli vale la pena spingersi fin qui, dalle colline attorno a Caluso fino a Carema, che con i suoi vini preziosi e gli splendidi vigneti, strappati alla natura e scolpiti nella montagna, può senza dubbio fare da traino al loro movimento.

Camminare i loro vigneti spiega più di mille parole, perché questo vino è “prezioso”; racconta del grande lavoro e della fatica necessari per coltivarli; della tenacia e della passione dei contadini di queste terre che nei secoli hanno realizzato questi terrazzamenti per guadagnare qualche metro quadrato in più da regalare alle vigne. I vigneti di Carema sono uno spettacolo che testimonia l’ingegno e la bravura di questi vignaioli. I vigneti sono di estensione ridotta, la maggior parte di questi difficili da raggiungere, le pendenze dei sentieri che li attraversano sono impegnative anche senza ceste piene di grappoli d’uva da trasportare. Qui l’espressione “viticoltura eroica” è quanto mai adeguata per descrivere l’opera di questi artigiani.

È la dimostrazione che chi ha scritto: “il vino è come i sogni, nasce ovunque e supera ogni barriera” aveva ragione e molto probabilmente era passato da queste parti e dimora nell’animo dei Giovani Vignaioli Canavesani.

(Michele Longo)

 

ph. Giovani Vignaioli Canavesani