DNAlba, un progetto di comunità per capire “l’albesità”

La Banca d’Alba avvia un lavoro che indaga sulla vivacità imprenditoriale albese

Luglio 2021
DNAlba, un progetto di comunità per capire “l’albesità”

Se l’era già chiesto tempo fa Il Corriere della Sera “che cosa abbiano gli albesi per riuscire a primeggiare in tanti campi” e adesso Banca d’Alba sta cercando, con l’aiuto di tanti organismi pubblici e privati, di dare una o più risposte esaurienti a questa domanda.

È nato così un “progetto di comunità” denominato DNAlba, che è la sintesi a livello grafico tra l’acronimo DNA e il nome della città. Anche il riferimento ad “Alba” è frutto di un processo di sintesi, perché quando si ragiona in termini di “albesità” il riferimento va non solo alla città, ma anche ai due anfiteatri di colline di Langa e Roero che le fanno corona.

Il battesimo ufficiale del progetto si è avuto venerdì 18 giugno scorso presso la sede di Banca d’Alba nella centralissima Via Cavour ad Alba.

Il lavoro – appena iniziato – coinvolge moltissime realtà del territorio Albese. La domanda che si sono posti i promotori si può così sintetizzare: “Che cosa caratterizza l’animo, l’intuito, la propensione alla creatività della gente che vive nella realtà Albese? Per quali ragioni qui nasce spesso qualcosa di originale ed esclusivo che ottiene un successo concreto? È solo la voglia di lavorare, di mettersi in gioco e di crescere oppure c’è dell’altro? È solo la genialità imprenditoriale che fa la differenza rispetto ad altri territori oppure c’è qualcosa di più prezioso e segreto che sta nella combinazione cromosomica insita nelle persone che nascono e vivono tra queste colline?”

In questo progetto di collettività che non ha nessuna ambizione di essere autocelebrativo, Banca d’Alba sta coinvolgendo vari interpreti della realtà territoriale, a cominciare dal mondo della scuola per passare alle istituzioni e al settore dell’informazione, a quello imprenditoriale sia del mondo enogastronomico che di altri campi, alle attività e agli interpreti della cultura in tutte le sue espressioni.

Ci sarà, poi, il supporto di esperti che analizzeranno i risultati delle indagini, delle interviste, delle opinioni e delle emozioni espresse anche dai semplici cittadini e li tradurranno in linguaggi concreti e comprensibili per tutti.

Un convegno fin d’ora fissato per il 18 novembre prossimo chiuderà questa fase di lavoro e indagine e probabilmente comincerà a svelare i primi segreti “dell’albesità”.