Cresce la Barbera d’Asti Docg e con lei tutto il territorio

Una ricerca di Qualivita certifica una crescita in valore del 28%

Novembre 2020
Cresce la Barbera d’Asti Docg e con lei tutto il territorio

Il Consorzio Tutela Barbera d’Asti ha affidato a Qualivita, la Fondazione che ha come obiettivo la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli DOP IGP italiani, una ricerca sull’evoluzione della Barbera d’Asti negli ultimi 5 anni e i risultati danno ragione alle strategie messe in atto dal Consorzio stesso, cuore pulsante di un territorio ricco di particolarità enologiche, ma anche paesaggistiche e culturali, che rappresenta circa il 30% della superficie vitata a Denominazione di Origine del Piemonte vitivinicolo.

In particolare le azioni messe in atto dal Consorzio verso uno lo sviluppo territoriale basato su maggiore connessione tra tessuto produttivo e indotto, sul rafforzamento dell’immagine e sulla promozione dell’incoming turistico, sembrano avere proiettato la Barbera d’Asti Docg nel futuro come prodotto di grande identità.

Con un valore di 21 milioni di euro della produzione certificata sfusa 2019 a fronte di una produzione di 164 mila ettolitri di vino a Denominazione di Origine, la Barbera d’Asti Docg ha registrato negli ultimi 5 anni una crescita del valore della produzione che ha fatto segnare un +28%, nove punti in più del valore relativo a tutta la produzione a Denominazione d’Origine in Piemonte pure in crescita a due cifre. Buona in particolare la progressione dei prezzi dove si è assistito ad una variazione di +44% per la Barbera d’Asti Docg sulla media dei prezzi 2010-2014 contro 2015-2019. Dunque ottime notizie per i 3.000 operatori vitivinicoli legati alla denominazione in 167 comuni tra le province di Asti e Alessandria.

Un sondaggio online condotto presso i referenti dei comuni collocati nell’area di produzione sul legame tra la Barbera d’Asti Docg e il suo indotto ha rivelato che ben il 46% degli intervistati percepisce una relazione molto forta tra la Docg e il territorio. Che anche i turisti confermino la denominazione come un “simbolo di un territorio” è dimostrato dal fatto che il 58% dei referenti interpellati dichiarano che il principale impatto che ha sul territorio è proprio l’aumento dei flussi turistici. I dati registrati evidenziano poi questo aumento: solo nella provincia di Asti, negli ultimi 5 anni, gli arrivi sono aumentati del 28% e le presenze del 15% (dati Istat).

“Nasce da questa consapevolezza” ha dichiarato Filippo Mobrici, presidente del Consorzio di Tutela della Barbera, Vini d’Asti e del Monferrato “la volontà di investire in un progetto di ricerca che, a cominciare dalla Barbera d’Asti Docg, prodotto di massima identità in termini economici e d’immagine, arrivi a tracciare un quadro circostanziato del Monferrato del vino”.