Bosca a Canelli, avere 190 anni e non sentirli

La casa spumantistica astigiana festeggia il 190° anniversario dalla fondazione nel lontano 1831

Giugno 2021
Bosca a Canelli, avere 190 anni e non sentirli

Avere 190 anni e voler continuare a progettare, investire e innovarsi: questa potrebbe essere la sintesi del nuovo progetto che ha portato la giusta vitalità in casa Bosca, a Canelli, in occasione del suo 190° anniversario di fondazione.

Tutto era iniziato nel lontano 1831 quando a Canelli, il fondatore Pietro Bosca aveva deciso, da viticoltore quale era, di diventare imprenditore nel mondo del vino e lo aveva fatto da subito con passione e lungimiranza.

Oggi, la Bosca è guidata dalla sesta generazione della famiglia che le ha dato le origini e anche adesso azienda e famiglia continuano a distinguersi per la voglia di progettare e rinnovare.

Il nuovo progetto di sviluppo ha preso le mosse proprio durante il periodo di chiusure dovuto alla pandemia da Covid 19.

Molteplici sono i punti principali sui quali Bosca è intervenuta: prima di tutto la definizione di una visione strategica aziendale di lungo termine, poi lo studio di una nuova strategia di comunicazione, quindi il restyling della propria identità visiva, seguita dal lancio di una nuova linea di prodotti dedicata al canale Ho.re.ca composta da sette spumanti tra quelli Metodo Classico e quelli Metodo Charmat. Infine, l’investimento sull’innovazione tecnologica 4.0.

A completare l’identità aziendale, a corredo del nuovo logo è stato ideato un nuovo payoff: “Bollicine controcorrente dal 1831”

È significativo il fatto che tutto ciò sia avvenuto nel 2020, in piena pandemia. Ciò significa che l’anniversario dei 190 anni non è solo un grande traguardo, ma è anche uno stimolante punto di partenza per immaginare e costruire i prossimi anni. Filo conduttore del progetto di rinnovamento è la famiglia Bosca, con la sua sesta generazione di presenza in azienda, una delle poche realtà del territorio a gestire ancora l’azienda di famiglia.