Tra una pandemia e l’altra… una nuova vita per Barolo & Co.

Primo numero dell’anno per la nostra rivista Barolo & Co. all’insegna della tradizione ma anche nel pieno dell’innovazione. Da quest’anno, infatti, la rivista registra una nuova proprietà e una nuova gestione che procede nel solco già tracciato negli anni. Anni, tanti anni. Perchè il 2022 sarà anche l’occasione per festeggiare un compleanno importante: i “primi” 40 anni di Barolo & Co.! Come saranno i suoi “prossimi” 40 anni? Lo scopriremo solo leggendo…

Giancarlo Montaldo Aprile 2022
Tra una pandemia e l’altra… una nuova vita per Barolo & Co.

Non è facile fare progetti in un periodo come questo. Dopo due anni e più di una pandemia sanitaria che ha messo in ginocchio molte persone e aziende, la difficile situazione in Ucraina sta creando nuova preoccupazione e disorientamento.

Nonostante questi scenari, la rivista Barolo & Co è di fronte a una nuova scommessa. A fine 2021, la Vignaioli Piemontesi ha deciso di cederla. Considerata la forte valenza identificativa della sua denominazione e delle notevoli ricadute sui mercati nazionale e internazionale, un gruppo di collaboratori ha deciso di acquistarla. Pertanto, con questo numero di marzo 2022, Barolo & Co viene editato dal nuovo gruppo in piena autonomia, con l’intenzione di dare continuità a una rivista che proprio nel 2022 compirà 40 anni di vita e di attività.
Dal punto di vista editoriale, la rivista mantiene l’impostazione di questi anni e prosegue il lavoro di informazione e approfondimento sui vari temi del vino, cibo, turismo e cultura, con l’ulteriore sviluppo di quelli riguardanti l’agroalimentare, la sostenibilità e il benessere.
È stato un passo importante, che darà nuova vita e rinnovato entusiasmo a una rivista che da anni cammina a fianco del mondo del vino e del cibo, con particolare riferimento alla realtà piemontese.

E veniamo ai temi trattati in primo numero di Barolo & Co 2022.

Il mondo del vino è ancora il protagonista: gli approfondimenti riguardano il Barbaresco, la famiglia dei Pinot, la Freisa d’Asti, il Greco di Tufo e la MeGA Serraboella a Neive.
Il turismo del vino trova spazio in tre rubriche, dove sono raccontati l’entroterra del Finalese in Liguria, Padova e i Colli Euganei e il Centro per la valorizzazione del vino e della cultura contadina di Ca’ Lunae a Castelnuovo Magra (SP).
Tra i temi della sostenibilità c’è un nuovo ingresso: la rubrica “Benessere circolare”, dedicata a queste tematiche in modo coinvolgente; altri temi trattati in questo numero riguardano l’uso del suolo e il recupero degli oli esausti. Allineata a queste è un’altra nuova rubrica “Progettare insieme”, che racconta iniziative spontanee di gruppi piccoli o grandi che hanno influenzato positivamente un settore o un territorio.
Due le rubriche dedicate al mercato: “Vino, cibo e mercati” che racconta il panorama dei prodotti “FreeFrom” e “L’altra faccia del bere” che racconta le principali proposte del bere miscelato.

Molti approfondimenti riguardano il cibo: la Nocciola in Piemonte e in Italia, i legumi in Umbria, il ravanello, l’olio EVO dell’Irpinia, le uova come storia di cibo, il caffè e la malva,
Tornano le rubriche dedicate alla tavola: “Fornelli d’Italia” con il suo giro tra ristoranti e osterie, “Il vino al banco” con le nuove vinerie e “Dove lo compro” con i negozi di specialità alimentari.
La ristorazione come canale preferenziale del mercato del vino è analizzata nella rubrica “Incontri con il vino”, ovvero il confronto con donne e uomini che ne vivono la quotidianità.

Ricca è anche la proposta culturale: “Testimonianza di vite” è dedicata alla figura di Franco Ziliani, pioniere dello spumante in Franciacorta. “La storia nel piatto” è dedicata all’origine delle varietà di olivo in Italia. “Racconti di vino” propone i vagabondaggi enologici di Vincenzo Reda.

Nella speranza che quanto prima il frastuono delle armi lasci il posto al buon senso e all’amicizia tra i popoli, la redazione di Barolo & Co augura una Pasqua serena e ricca di buone promesse.