Ristorante Caveau del Teatro

I ristoranti del cuore – Pontremoli (MS)

Salvatore Marchese Marzo 2018
Ristorante Caveau del Teatro

Il centro storico di Pontremoli, racchiuso tra due fiumi, è fra quelli di maggiore interesse dell’Alta Lunigiana, in provincia di Massa Carrara, per le copiose e suggestive emergenze architettoniche e artistiche.

La Toscana, qui, è ai confini con l’Emilia e la Pianura Padana. I due mondi sono separati dall’imponenza del Passo della Cisa, l’antica via di Monte Bardone, che nel Medioevo era una delle tappe principali della famosa Via Francigena. Ma le vicende del territorio, assai variegato nella sua articolazione, risalgono addirittura a epoche più remote. Di questo è data una straordinaria testimonianza dalle enigmatiche statue stele, i menhir scolpiti nella pietra, che sono conservati al Castello del Piagnaro, nella parte alta della cittadina. L’intensità dei traffici, nel corso dei secoli, non ha tuttavia intaccato l’identità culturale dei lunigianesi che hanno saputo conservare praticamente intatto il patrimonio delle tradizioni più genuine. Con la cucina tra queste. Nel suo genere, il Teatro della Rosa, il cui progetto venne messo a punto alla fine del 1700, costituisce un piccolo gioiello per i suoi caratteristici interni. Una romantica dependance è data dalle salette del grazioso ristorante condotto con ammirevole impegno dai fratelli Fernanda e Amedeo Poletti, rispettivamente in sala e ai fornelli. Qui, i diversi aspetti dell’enogastronomia di Lunigiana si esprimono compiutamente.

Risulta assai gradevole, per iniziare, l’assaggio di un olio extravergine locale dagli aromi dolci e fruttati con alcune tipologie di pane, con la sorpresa della bontà dell’inatteso connubio con quello preparato con la farina di castagne. Apre le porte dell’appetito alle numerose prelibatezze dell’antipasto, formato dai significativi spunti della tipicità: salumi, torte di verdura, frittelle di farina di castagne (pad-leti) con ricotta, “arbadela” (impasto fritto di farina di mais, cipolla e bietole) e altro ancora. Corretta, inoltre, appare anche l’esecuzione della “porchetta” di coniglio su misticanza di insalate, simile in qualche modo al “tonno” che sovente viene proposto nelle Langhe e nel Monferrato. Al “Caveau”, in effetti, le ragioni che possono ricordare il Piemonte sono molteplici. Nella carta dei vini, infatti, figurano parecchie etichette dei prodotti di Beppe Rinaldi di Barolo, “Citrico”, amico di famiglia da lunga data dei due fratelli. Il bianco contenuto nel mio calice, invece, è un figlio delle vigne pontremolesi dell’azienda agricola di Francesco Ruschi Noceti. Si tratta di un uvaggio di durella e luadga, varietà che si possono considerare praticamente autoctone, vinificate tardivamente. La data della raccolta – l’otto ottobre – è stata scelta per battezzare convenientemente l’intuizione. Mi coinvolge emotivamente per la personalità e la dinamica evoluzione dialettica che dischiude sensazioni organolettiche sempre inedite in rapida successione. Buono fino a questo momento, mi persuade appieno con il primo: le croccanti tagliatelle al ragù di agnello in bianco con la costoletta “fritta” al forno, un’autentica raffinatezza. L’argomentazione didattica sulle gemme enoiche del comprensorio prosegue adesso grazie alla positiva esperienza dell’incontro con lo Spinorosso dell’azienda Federspina della vicina Mulazzo, costituito da uve merlot e ciliegiolo. Fernanda lo ha scelto per accompagnare nella maniera ideale la polpa di cinta senese al cartoccio con mosto e uva. L’apertura del contenitore lascia sprigionare un formidabile e aristocratico effluvio di profumi. Amedeo, che mi è accanto, sorride soddisfatto per il risultato conseguito. Il dessert: millefoglie alla crema Chantilly e frutti di bosco.


I VOTI

Pontremoli 8 (da apprezzare passeggiando per le vie e le piazze del centro); menhir 8 e ½ (il mistero resta grandissimo); ambiente 7 e ½ (intimo e accogliente, con la disponibilità di alcune camere); pinzimonio con olio extravergine di oliva e pane di farina di castagne 7 e ½; antipasto lunigianese 7 e ½; porchetta di coniglio su misticanza di insalate 7; tagliatelle al ragù d’interiora d’agnello e costoletta “fritta” al forno 8 e ½; polpa di cinta senese al cartoccio con mosto e uva 8 e ½; millefoglie alla crema Chantilly e frutti di bosco 7. Vini: Otto Ottobre bianco 2015 IGT Val di Magra Fattoria Ruschi Noceti di Pontremoli 7 e ½; Spinorosso 2014 IGT Toscana Podere Federspina di Mulazzo 7.


RISTORANTE CAVEAU DEL TEATRO

Piazzetta S. Cristina
54027 Pontremoli (MS)
Tel. 0187.833328
Chiuso: mercoledì
E-mail: info@caveaudelteatro.it
Sito internet: www.caveaudelteatro.it