Pensieri in libertà su nuovi vigneti e proposte normative

Dopo molti anni nei quali la superficie vitata in Piemonte era andata costantemente in declino, nel 2017 e 2018 gli ettari vitati sono tornati a crescere.

Giancarlo Montaldo e Gianluigi Biestro Marzo 2019
Pensieri in libertà su nuovi vigneti e proposte normative

In Italia, poi, tra le varie regioni ci sono differenti velocità di sviluppo e questo imporrebbe una gestione nazionale in grado di privilegiare le realtà più dinamiche. Cosa non sempre fattibile visto che le regole generali hanno una loro rigidità e che ogni regione considera la propria quota di nuovi impianti come un diritto inalienabile.

Ai temi dei vitigni, in particolare quelli stranieri in Piemonte, dedichiamo un approfondimento nella rubrica “Tendenze”, dove esaminiamo la situazione nel 2008 e nel 2018. È probabile che nei prossimi numeri proseguiremo l’analisi anche sui vitigni autoctoni, tanto quelli più diffusi quanto quelli con presenza più contenuta.

Intanto, nella realtà si sta facendo strada una proposta strategica di particolare fascino, ovvero la creazione di un’Indicazione Geografica Tipica (IGT) alla base della piramide delle Denominazioni di origine. Senza entrare nei dettagli di un progetto che potrebbe essere di aiuto nella valutazione sperimentale di nuovi vitigni da insediare sul territorio regionale, l’ipotetica IGT potrebbe avere una zona di origine non limitata al solo Piemonte, ma coinvolgere regioni limitrofe come Liguria e Valle d’Aosta, replicando nel Nord-Ovest ciò che è stato fatto nel Nord-Est con la IGT “Delle Venezie”.

 

Per quanto concerne i contenuti del numero di marzo 2019, Barolo & Co inizia da capo nel racconto dei cosiddetti “Vini Territorio” e lo fa con un taglio nuovo, privilegiando gli aspetti dell’attualità e del futuro dopo che nella prima fase aveva dedicato particolare attenzione ai fatti storici.

Il nuovo percorso inizia con il Roero Arneis, un vino che recentemente ha posto solide basi di sviluppo con una nuova modifica del Disciplinare di produzione.

I temi del vino, poi, raccontano il Carema, i vitigni Albarossa e Nosiola, il Lessini Durello, le UGA del Dogliani e la diffusione dei vitigni stranieri in Piemonte. Anche la rubrica “L’altra faccia del vino” torna sui suoi passi: dopo aver raccontato nel 2017 le grappe e nel 2018 le birre artigianali, quest’anno va alla scoperta dei passiti, iniziando dal Piemonte Moscato Passito.

I temi dell’enoturismo raccontano la Corona di Delizie dedicata alle residenze sabaude a contorno della città di Torino, il mercato alimentare di Lubiana e il Museo del Cavatappi di Barolo.

Il cibo occupa varie rubriche con i racconti sul the, sullo spinacio, sul carciofo astigiano, sull’olio Toscano e sul carciofo come cibo e medicina.

Riproponiamo anche le rubriche dedicate alla tavola, sempre molto seguite: i ristoranti in Fornelli d’Italia, le vinerie in Il vino al banco e le pizzerie gourmet in Pizza contemporanea.

“Economia circolare” stavolta si occupa del compostaggio antico e moderno.

Molto spazio è ancora dedicato alla cultura: “Amori possibili” incontra la cucina romana, le due rubriche “Testimonianze” sono dedicate a Arnaldo Rivera e alla moda di bere alla francese nell’Italia del Settecento; “Musicalmente vino” riscopre le canzoni di Francesco De Gregori e “Incontri con il vino” presenta Marta Bassino, la campionessa di sci alpino originaria di Cuneo con una passione speciale per il vino. La rivista si conclude con la rubrica dedicata ai libri e quella che propone una nuova “foto Unesco”.

Giancarlo Montaldo e Gianluigi Biestro