L’economia circolare nel futuro del vino

In questi anni a più riprese si è parlato di economia circolare come futuro modello di sviluppo. Anche Barolo & Co, nel suo piccolo, fa la sua parte.

Giancarlo Montaldo Luglio 2019
L’economia circolare nel futuro del vino

In questi anni a più riprese si è parlato di economia circolare come futuro modello di sviluppo. Anche Barolo & Co, nel suo piccolo, fa la sua parte. Da inizio 2018 ospita una rubrica, nella quale sono trattati di volta in volta i temi dell’economia circolare legata al vino. Per darne una definizione ufficiale, ci affidiamo al Parlamento Europeo, che in un suo documento così la descrive: “L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile”. Ma, nel suo rapporto stretto con il vino, questa definizione non è completa, perché non include la “diversa destinazione” che, nel caso del vino, potrebbe essere un’arma in più. Parlando di vino ed economia circolare, subito ci vengono in mente tre materiali che partecipano al ciclo produttivo e che possono essere variamente recuperati, riutilizzati e riciclati: il vetro, il sughero e la carta o cartone. Ma l’economia circolare nel vino non interessa solo questi tre materiali. Ci sono alcuni sottoprodotti del ciclo produttivo (raspi, vinacce e fecce) che finora sono stati “sfruttati” in modo riduttivo. Non è solo colpa del settore. Le vinacce, per esempio, sono state malamente utilizzate anche per la complicità di una norma che fino a qualche anno fa le ha legate al meccanismo delle prestazioni viniche. Ultimamente, il mondo della ricerca ha rivelato alcuni interessanti usi alternativi di questi “scarti” con possibilità di una loro maggiore valorizzazione e non solo economica. Sono novità interessanti, per esempio l’uso alimentare e cosmetico, che potrebbero divenire straordinarie per i loro vantaggi a favore del vino e dei suoi protagonisti se ci fosse una vera strategia di settore. Intanto, noi approfondiremo queste situazioni nelle prossime edizioni della nostra rubrica.
Intanto, il numero di giugno 2019 di Barolo & Co. è pronto per la lettura. I temi vitivinicoli sono rimasti in testa al nostro impegno con l’attenzione dedicata all’Alta Langa Docg, al vitigno Ruchè, ai vini della Doc Pinerolese, alle molte facce del Lambrusco, alla Vernaccia di San Gemignano, alla Menzione Ovello del Barbaresco e al Passito di Pantelleria. Le rubriche turistiche presentano il mercato del pesce di Rimini, la Strada delle Gallie in Valle d’Aosta e un interessante focus sul museo a cielo aperto “Uomini e lupi” di Vernante. L’agroalimentare ha catturato l’attenzione di Barolo & Co con il Culatello di Zibello, il pane e la sua storia, la carota, la Tripa ‘d Muncalé e le proprietà del pomodoro. Approfondimenti specifici sono stati fatti sui ciabòt come elementi del paesaggio, sulla situazione degli impianti di nocciolo in Piemonte, in Italia e nel mondo, sul dualismo tra chimica e agronomia in viticoltura e sugli abbinamenti tra i vini piemontesi e la cucina ligure. Le rubriche culturali propongono la figura di Italo Eynard, i libri per una lettura rilassante e il vino nelle canzoni di artiste al femminile. Economia Circolare è dedicata al recupero di carta e cartone. Prosegue ancora il racconto della ristorazione, dei locali del vino e delle pizzerie di nuova generazione con le rubriche “Fornelli d’Italia”, “Il vino al banco” e “Pizza contemporanea”. Nella rubrica “Da leggere e da vedere” trovate la recensione di alcuni libri: l’augurio è che possano accompagnare la vostra estate, insieme al caldo, al riposo e a un calice del vostro vino prediletto.