Fuori dal coro!

Pubblicato il primo numero di Barolo & Co del nuovo anno, con tanti approfondimenti sui vini, proposte turistiche ed enoturistiche, qualche novità e spunti per la ripartenza. Focus su Nebbiolo d’Alba, Dolcetto, Vespolina, Malvasia di Schierano, Lugana, Vernaccia di Serrapetrona, il cru Pora del Barbaresco e tante suggestioni per rinnovare la preziosa sinergia tra vino, agricoltura e turismo…

Giancarlo Montaldo Marzo 2021
Fuori dal coro!

La grave crisi sanitaria dell’ultimo anno ha creato molti problemi e tolto tante certezze.
Siamo stati colti di sorpresa, noi che pensavamo di essere quasi invincibili e decidere sempre e con autorevolezza il nostro futuro. Soprattutto chi aveva puntato molto sul mercato Horeca ha patito le maggiori difficoltà.

A distanza di un anno, però, è ora di mettere da parte le lamentele e il pessimismo.
Noi “uomini e donne del vino” dobbiamo affrontare la realtà con autorevolezza e con la voglia di riprendere in mano il nostro futuro e ricominciare a costruire.
Basterebbe pensare al passato, alle difficoltà e ai sacrifici che hanno dovuto affrontare i nostri padri e i nostri nonni, a come hanno saputo ribaltare la situazione in condizioni oggettivamente più critiche delle nostre.
Provate a pensare in quali condizioni si trovava la sanità italiana un centinaio di anni fa quando, uscendo dalla Grande Guerra, si trovò ad affrontare la pandemia della Spagnola. Confrontatela con quella di oggi e capirete che adesso “ci lamentiamo di gamba sana”.

Eppure sono in tanti quelli che hanno continuato a reagire e costruire con creatività, ma non fanno notizia.
Il mondo del vino deve avere il coraggio di essere una voce fuori dal coro.
Riprendiamo il nostro cammino, ripartiamo dalle certezze che abbiamo costruito in decenni di progresso e di solidità. Ricominciamo da capo, ma con buon senso e oculatezza.
Soprattutto, cerchiamo di imparare dagli errori che ci hanno fatto piombare in una situazione così critica.

E veniamo ai temi trattati nel primo numero di Barolo & Co del nuovo anno.
Cominciamo dal mondo del vino: il risalto principale è dedicato al Nebbiolo d’Alba, vino di ampio respiro tra Langa e Roero. Raccontiamo, poi, il vitigno Dolcetto e il Dolcetto d’Asti, la Vespolina nell’Alto Piemonte e la Malvasia di Schierano e i loro vini. Il resto d’Italia è presente con il Lugana tra Brescia e Verona e la Vernaccia di Serrapetrona in provincia di Macerata. Al cru Pora a Barbaresco è dedicato “Territori del mito”.

La sinergia tra vino, agricoltura e turismo rivela due itinerari (le valli del chinotto a Finale Ligure e il Cammino Balteo in Val d’Aosta) e il giardino Bicknell a Bordighera.
Le rubriche dell’ecosostenibilità ambientali affrontano i temi dei terreni abbandonati e il loro recupero, la fitodepurazione in cantina e l’uso delle bottiglie leggere.
La gestione del post crisi occupa le rubriche del mercato.

Parecchie sono le rubriche dedicate al cibo: si va dall’Olio Igp Lucano all’aceto, dalle paste di meliga del Monregalese alla Fontina valdostana, dall’impiego del timo in cucina alle qualità alimentari del finocchio. Inizia in questo numero un interessante focus sulla frutticoltura piemontese, che ci accompagnerà per tutto l’anno.

Rimangono le rubriche dedicate alla tavola: “Fornelli d’Italia” racconta trent’anni di ristorazione nel nostro paese, “Il vino al banco” propone cinque nuove vinerie e “Dove lo compro?” presenta due negozi alimentari ispirati alla ricerca della qualità e alla valorizzazione dell’origine.

Ricca è anche la proposta culturale: le rubriche “Testimonianze” sono dedicate alla qualità dei vini tra Medioevo e Rinascimento e a Bartolo Mascarello. “Incontri con il vino” ci svela il personaggio di Tessa Gelisio, tra televisione e produzione di vino.
Un discorso particolare merita la rubrica “Amori possibili” che ha lasciato il posto a “Racconti di vino” dedicata a storie e personaggi legati a questa preziosa bevanda e raccontati dalla penna di Vincenzo Reda.

Giancarlo Montaldo