Albertengo Panettoni sostiene l’impresa dell’alpinista Lollo Perruchon

L’alpinista Laurent «Lollo» Perruchon ha deciso di scalare le 20 cime più alte d’Italia e, nell’impresa, ha trovato la sinergia di Albertengo

Luglio 2021
Albertengo Panettoni sostiene l’impresa dell’alpinista Lollo Perruchon

“20 Montagne, 20 Regioni, 20 Giorni” è il titolo dell’impresa alpinistica ideata da Laurent “Lollo” Perruchon, giovane alpinista valdostano, che tenterà di scalare le 20 cime più alte di ogni regione d’Italia. Origini valdostane di Cogne dov’è nato nel 1985, Lollo ha già scalato 50 vette sopra i 4000 della lista ufficiale di 82 e aperto numerose vie di roccia sul massiccio del Monte Bianco e del Monte Rosa.

La famiglia Albertengo è tra i partner dell’avventura. “Siamo al fianco di Lollo e lo sosteniamo per la buona riuscita di questa impresa” ci ha rivelato Massimo Albertengo, amico dell’alpinista e appassionato di alpinismo.

Tra le cime che Lollo Perruchon affronterà ricordiamo i 4810 metri del Monte Bianco (Valle d’Aosta), la Punta Dufour con i suoi 4634 metri per il Piemonte, il Piz Bernina 4049 metri (Lombardia), l’Ortles 3905 metri (Trentino – Alto Adige) e la Marmolada 3343 metri (Veneto).

L’impresa di Lollo può essere seguita sui canali social: la pagina Facebook @Mountain tour of Italy “20 montagne, 20 regioni, 20 giorni”

e il profilo Instagram @mountaintourofitaly20x20x20

D’altro canto lo slogan aziendale di Albertengo Panettoni è: «I Piemontesi sono fatti di un’altra pasta!»

Maestri dell’arte bianca già dalla fine dell’Ottocento, gli Albertengo sfornavano pane fresco ogni mattina per gli abitanti di Torre San Giorgio, in provincia di Cuneo, in un’antica panetteria ai piedi del Monviso. Negli anni Cinquanta del secolo scorso Domenico Albertengo, che aveva ereditato il mestiere dai suoi nonni, intuì che era arrivato il momento di aggiungere qualcosa di nuovo alla produzione di famiglia e iniziò a preparare i primi panettoni e colombe alla piemontese: nel soffice impasto dei lievitati Albertengo, la grande conoscenza dell’arte della panificazione, dei segreti della lievitazione naturale e dell’importanza di materie prime di qualità rappresentarono fin da subito le chiavi di un successo straordinario; i riconoscimenti non si fecero attendere.

Insieme a Domenico, all’epoca giovanissimo, c’era la moglie Caterina, che lo affiancava e credeva in lui e nei suoi progetti. Ancora oggi, da presidente, Caterina segue con occhio attento le scelte, la crescita dell’azienda e dei nipoti Giorgia e Amedeo, figli di Massimo e futuri eredi dell’azienda.

Insieme a lei, i figli Livia e Massimo: con circa un milione e mezzo tra panettoni e colombe prodotte ogni anno, Albertengo sa riunire la sapienza della pasticceria artigianale ai metodi di lavorazione e alla garanzia di qualità di una grande azienda moderna.