Accordo fatto tra Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani e Intesa San Paolo

Una strategia di credito per sostenere la ripresa post Covid in Langa

Febbraio 2021
Accordo fatto tra Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani e Intesa San Paolo

È denominato “Pegno rotativo non possessorio” lo strumento di sostegno a favore dei produttori che scaturisce dalla collaborazione tra il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Dogliani e Intesa San Paolo e finalizzato ad aiutare le aziende più in sofferenza a seguito delle problematiche Covid.

Si tratta di un prestito bancario garantito dalle annate di Barbaresco e Barolo ancora in cantina per il loro invecchiamento. È definito “rotativo” perché – al termine del periodo di maturazione – può proseguire sulla nuova annata, quella della vendemmia appena conclusa. Ed è “non possessorio” in quanto il vino resta di proprietà del produttore.

L’iniziativa, ufficializzata nella sua formulazione essenziale in una presentazione svoltasi il 19 febbraio scorso, avrà durata quinquennale e metterà a disposizione dei produttori interessati un importo globale di 50 milioni di euro. All’evento di presentazione hanno partecipato Matteo Ascheri, presidente del Consorzio, Teresio Testa (Direttore Regionale Piemonte Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo) e Romina Galleri della Direzione Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo.

 

L’iniziativa nei dettagli

Il piano di lavoro prevede che la banca Intesa San Paolo metta a disposizione dei produttori di Barbaresco e Barolo i capitali in conto interesse, mentre il Consorzio operi di supporto per tutte le informazioni necessarie allo specifico accordo tra istituto bancario e produttore.

L’ammontare del singolo prestito verrà calcolato prendendo con riferimento base l’80% del valore del vino in relazione ai prezzi delle uve determinati a suo tempo dalla Camera di Commercio di Cuneo.

Nella prima fase, potranno beneficiare del sostegno le annate di Barolo e Barbaresco che sono ancora nella fase di maturazione obbligatoria in azienda, ovvero il 2019 e 2020 per il Barbaresco e il 2018, 2019 e 2020 per il Barolo.

Alla scadenza della maturazione obbligatoria della singola annata, il prestito potrà essere estinto oppure trasferito, con gli opportuni adeguamenti in base alla quantità e al prezzo della materia prima, alla nuova produzione relativa alla vendemmia appena terminata.

L’utilizzo del valore dell’uva come elemento destinato a calcolare l’entità del prestito risponde alla necessità di mettere a disposizione dei produttori uno strumento finanziario prudenziale, senza esporre le aziende a impegni economici esagerati.

Quanto al rilevamento dei dati quantitativi dei vini oggetto del sostegno, si farà riferimento ai registri telematici SIAN, che sono elementi di piena oggettività.