Anche se è iniziata con notevole anticipo sui tempi tradizionali (le uve bianche e anche i moscati già prima della fine di agosto, le uve rosse dai primi di settembre) questa vendemmia la aspettiamo con ansia e con qualche speranza non dichiarata per scaramanzia. Quest'anno più di ogni altro, occorrerà attendere - come sarebbe stato saggio fare anche negli anni scorsi - almeno la svinatura, per dare giudizi sui valori dei vini.
Dal punto di vista statistico è opportuno ricordare che il Piemonte aveva registrato una serie storica (indimenticabile) di ben sette annate positive, anzi molto positive, 1995-1996-1997-1998-1999-2000-2001, per poi ripiegare su un 2002 immediatamente bollato come scadente, mentre nella realtà per alcuni vini è risultato ancora accettabile, ma certo non da albo d'oro. Del 2003 parleremo quindi più avanti.
Per ora dobbiamo constatare che questa annata è figlia di una stagione climatica molto innovativa, caratterizzata da una sostanziale siccità, incastonata in un periodo lunghissimo (non meno di 15 settimane di caldo superiore alle misure abituali). Al di là della valutazione di questa annata si pone quindi il problema se questo tipo di clima sia destinato a diventare permanente. E' chiaro che in questo caso dovranno essere revisionati alcuni modi di operare e potrebbero anche cambiare molte convinzioni tecniche. Ad esempio la non irrigazione del vigneto piemontese era corretta in un contesto climatico caratterizzato da una costante escursione termica tra il caldo del giorno e il fresco della sera, e comunque senza una tale persistenza di calore per un tempo superiore ad una stagione.
L'estate 2003 comunque ha portato in grande evidenza i rincari nei ristoranti, rincari non totalmente motivati dalla lievitazione (limitata) dei costi nelle materie prime. Si direbbe che i ristoratori che hanno effettuato questi aumenti non si rendono conto delle esigenze e delle misurate risorse finanziarie dei clienti, compresi gli imprenditori utenti della ristorazione. Non è un caso che molti altri ristoranti (tra cui la maggior parte degli stellati) sta facendo quello che stanno facendo tutte le imprese in questa congiuntura: si stringono i denti, si cerca qualche economia di gestione e non si aumentano le tariffe.
Arriva l'autunno e sarà freddo per l'economia enogastronomica. Speriamo che chi ha sbagliato se ne renda conto e torni a più miti consigli. Arriva l'autunno e propone un sorriso, quello del diavoletto di DULCIS, il nuovo appuntamento a Canelli per i peccatori del dolce, e subito dopo la grande kermesse dei formaggi a Bra. Il dolce ha un grande passato e si sta aprendo un grandissimo futuro: parliamone sorridendo a Canelli dal 3 al 6 ottobre.