La sicurezza alimentare in Piemonte
è già garantita
Mario ValpredaDirettore Sanità Pubblica
Regione Piemonte
Sicurezza alimentare: un tema di grande attualità, un requisito spesso esibito e vantato ma che stenta a tradursi, nella pratica operativa, in effettiva garanzia.
Soprattutto perché oggi la varietà dell'universo produttivo (agricolo, artigianale, industriale) del settore alimentare, resa più complessa dai molteplici intrecci distributivi e commerciali, rende oggettivamente difficile un efficace governo sanitario. Da qui l'esigenza, per una sempre maggior tutela dei consumatori, di creare, a livello europeo e nazionale, speciali organismi, definiti authority, per coordinare i vari elementi del sistema, vigilando affinché l'elemento sicurezza sia centrale in tutte le fasi del processo produttivo. Un discorso che deve valere per ogni tipo di alimento, dal prodotto tipico alle preparazioni di massa.
Essere sede di authority piace a tutte le Regioni sia per intuibili ragioni di prestigio sia per i concreti vantaggi che possono derivare all'economia del territorio, sicuramente beneficiata da una prestigiosa seppur indiretta pubblicità.
Ma non è solo per garantire queste innegabili opportunità ai suoi produttori che, pur con qualche ritardo, anche la Regione Piemonte è scesa in lizza per ottenere l'authority nazionale.
L'obiettivo è anche quello di porre all'attenzione generale, documentandola, una realtà: in Piemonte la sicurezza alimentare è già garantita, in tutti i livelli della catena alimentare, da una rete molto valida costituita da servizi sanitari seri e rigorosi, ben supportati da laboratori pubblici efficienti ed accreditati e da istituzioni universitarie di prestigio. Una rete che ha stimolato un alto grado di consapevolezza nel ricco e variegato mondo dei produttori che operano, anche con inevitabili momenti dialettici, in stretta collaborazione con gli organi di vigilanza. I risultati di queste sinergie si traducono in concrete garanzie offerte ai consumatori ed in una serie di consolidate esperienze operative che possono essere vantaggiosamente esportate.
Per garantire una reale sicurezza al consumatore gli elementi da considerare sono numerosi. Innanzitutto va definita, a livello generale e di ogni singola filiera, la mappa dei rischi considerando le sostanze sicuramente nocive, e quelle per le quali la sicurezza non è dimostrata, individuando e neutralizzando le frodi e gli standard di qualità insufficienti. Particolare attenzione va anche rivolta alle impostazioni alimentari errate ed agli stili di vita scorretti che possono, attraverso una domanda impropria, condizionare negativamente gli orientamenti produttivi.
Ma per garantire ai cittadini la sicurezza alimentare l'elemento centrale rimangono i sistemi di controllo, che devono essere indipendenti, totalmente affrancati alle pressioni del mondo produttivo che tende inevitabilmente a richiedere la semplice legittimazione dell'esistente. Altro punto chiave è la flessibilità dell'impostazione organizzativa, nelle strategie, nei programmi e nel costante adeguamento dei metodi di analisi. La chimica e la tecnologia alimentare propongono di continuo nuove molecole ed adottano modifiche nei processi produttivi: il rischio sanitario, immediato o dilazionato nel tempo, deve essere costantemente monitorato e valutato evitando che a guidare la danza sia solo la legge del profitto ad ogni costo.
Emerge pertanto l'esigenza di uno stretto rapporto con il mondo della ricerca scientifica, un supporto indispensabile sia per prevenire effetti indesiderati sulla salute sia per la lealtà della competizione commerciale. L'obiettivo della qualità e della valorizzazione dei nostri prodotti agro-alimentari passa inevitabilmente attraverso la certezza che non ci sono effetti indesiderati, né immediati né potenziali, sulla salute pubblica.
A questo riguardo va sottolineata la grande importanza che riveste, come dimostrato da recenti vicende, l'attività di informazione e formazione.
Una corretta informazione ai cittadini non può essere unicamente affidata alle lusinghe, talora ingannevoli, della pubblicità ma deve necessariamente provenire da una fonte accreditata ed affidabile: l'authority è il tramite naturale ed autorevole per orientare i comportamenti dei cittadini.
Ovviamente sul tema della sicurezza devono essere attivamente coinvolti tutti gli operatori della filiera, titolari e maestranze, attraverso un'attività di formazione continua che evidenzi la centralità del tema della sicurezza.
In conclusione pare opportuno che la Regione Piemonte, indipendentemente dall'iniziativa di richiedere l'authority nazionale per la sicurezza alimentare, attui un proprio progetto di agenzia, formalizzandone l'istituzione. Sarà una grossa opportunità per tutti: per i cittadini, sempre più garantiti, e per i produttori seri che potranno finalmente distinguersi da quella minoranza di disonesti che continua ad infestare il settore.