Tradizionale col dolce
eccellente come aperitivo
L'offerta di vini aromatici si è molto ampliata negli ultimi tempi, affiancandosi al "vecchio" Moscato d'Asti, prodotto principe del gusto dolce.
Barolo & Co. dedica un ampio rapporto a questo vino speciale, ricavato da uve coltivate in un'area di soli 52 Comuni compresi tra l'Alta Valle Belbo, in provincia di Cuneo, e l'Alto Monferrato in provincia di Alessandria; in mezzo la valle Belbo astigiana.
Come prima informazione è importante iniziare a distinguere gli usi che si possono fare del Moscato d'Asti, perché sono più d'uno e la moderna cultura gastronomica consente di sfruttare più di un aspetto di questo vino.
La tradizione lo vuole destinato all'accompagnamento del dessert e quindi si esalta in questa missione originaria di aroma con aroma, ancor meglio se parliamo di uno spuntino interamente dedicato al cibo dolce, come può capitare in un pomeriggio o in un dopo cena goloso oppure in un sostitutivo del pasto tradizionale. Anche i gelati non si sottraggono a questa prima scelta obbligata del Moscato d'Asti.
Ma il nostro eccezionale prodotto gode di una eccellente fama in abbinamento al gusto salame di un salame crudo: nella zona di produzione è diffusa l'abbinata di salume crudo saporito e bicchiere di Moscato. E ancora nella logica di un contrasto dolce-salato è vincente un altro abbinamento trasgressivo: Moscato d'Asti sui formaggi piccanti. Come dire che tutte le forme di dessert possono coesistere col gusto aromatico del Moscato d'Asti, anzi trovarne giovamento.
Altrettanto trasgressivo, ma anch'esso collegato a consuetudini antiche della zona di produzione, è l'abbinamento tra Moscato d'Asti e il gusto condizionato dall'aceto, così difficili da abbinare a qualunque tipo di vino, soprattutto rosso.
Così i piatti di carpione oppure i piatti elaborati secondo le tecniche del saor possono avere giovamento dal sapore grasso di un Moscato d'Asti.
Naturalmente si parla di Moscato d'Asti e non di Asti, prodotto simile all'origine ma trattato come spumante; talvolta qualcuno ha confuso i due prodotti perché hanno in comune le uve di provenienza, la zona di produzione, il disciplinare della docg.
Ma la diversità tra Moscato d'Asti e Asti è molto rilevante, e non soltanto nelle bollicine che ha lo spumante e non ha il vino aromatico. La differenza sta nella filosofia del prodotto: il Moscato d'Asti è un vino, in cui sempre si degusta non soltanto il territorio ma anche la cultura del vignaiolo, lo stile sempre personale di contadino, anche quando è firmato da case vinicole di una certa consistenza. Invece l'Asti è uno spumante, prodotto industriale che nasce per non aver particolari diversità e anzi essere omologo al tipo che siamo abituati a trovare sotto quell'etichetta.
Nei tempi più recenti si sono avuti un paio di esempi di Asti personalizzati nello stile, ma è tendenza che deve ancora confermarsi e trovare il consenso dei consumatori. Frattanto puntiamo serenamente
sul Moscato d'Asti, sia in apertura e a termine del pasto, sia nel fuori pasto. Ben fresco ma non ghiacciato; la tradizione dice:
fresco di cantina o rinfrescato in un secchio di acqua di pozzo.