Barolo & Co. esce mentre si inizia a raccogliere le uve di un’annata
che in Piemonte avrebbe potuto essere scadenti e invece si è
rimediata in un valore complessivamente medio. Viene da ribadire
ancora una volta che la comunicazione in materia vinicola
è completamente fuori governo: si è iniziato a dire e scrivere che sarebbe
stata scarsissima, ora c’è chi afferma essere superiore all’anno scorso,
continuando a privilegiare i dati quantitativi, che in questo comparto
non sono l’elemento più significativo.
Certamente non sarà un’annata memorabile e, come sempre in questi
casi, speriamo che vada meglio con i tartufi. Comunque un settore economico
così importante, anche per l’economia nazionale, deve rapidamente
imparare a parlare molto meno e molto meno confusamente e a
comunicare di più, nel senso che ci deve essere una unitarietà e un’intelligenza
superiore, non emotiva, non campanilistica, non prematura,
nella trasmissione delle notizie vere, ponderate, equilibrate, opportune
per il mercato.
Sicuramente sarà la vendemmia terminale per un certo sistema di denominazioni
d’origine, perché nel 2009 le doc e le docg debbono uniformarsi ad un indirizzo europeo. Peccato che non ci stia lavorando nessuno, almeno a livello pubblico, per arrivare ad una soluzione di mutamento non burocratica ma condivisa dai soggetti interessati,utile al mercato e soprattutto ai consumatori, occasione unica e preziosa di semplificare, ripulire e ammodernare quelle denominazioni che per decenni sono apparse immobili e perenni.
E’ anche la vendemmia di debutto per una docg Barbera, forse tardiva,
forse complicata, che comunque riporta un poco alla ribalta il vino rosso
più popolare d’Italia, il più quotidiano per milioni di consumatori, il più
prodotto sulle colline piemontesi. Grandi auguri alla Barbera il vino più
amato dagli italiani.
Un piccolo segno di cambiamento, da registrare in un anno
che appariva fin dall’inizio caratterizzato da grandi cambiamenti
epocali, dalla politica di tipo nuovo fondata sul rapporto
dialogante di rispetto istituzionale tra le idee diverse, alla
riduzione delle tasse .... ma non ne abbiamo più
notizie, quasi quanto quelle straordinarie olimpiadi
iniziate nel giorno più rotondo del secolo
(8.08.08) almeno fino all’8.08.88: a distanza di
pochissime settimane non ne esiste più neppure
una traccia. Questo mondo contemporaneo, che
esalta la memoria tecnologica, dimostra davvero di non avere più il senso
della memoria umana.
Guardando a fondo nelle cronache di questa annata agraria si vedono
nubi sui mercati.
Barolo & Co. non riesce a sorridere dei dati statistici
sulle esportazioni, che indicano qualche buona performance di pochissime
grandi imprese, quando contemporaneamente sono tristi e imbronciati
i tanti consumatori a causa dei prezzi e i tanti produttori agricoli
per la riduzione dei loro redditi da lavoro.
L’unico elemento di soddisfazione è un dato sul turismo: a livello nazionale
e anche regionale va proprio maluccio, ma va bene nell’area
collinare agricola, verso la quale cresce l’interesse anche sul mercato
nazionale.
Buon segno, ma occorre lavorare molto e investire su prodotti di qualità,
rapporto più immediato tra consumatori e produttori, turismo in area
rurale, paesaggio, gastronomia e cultura dell’alimentazione sana e della
vita di qualità. Si deve costruire una politica su questa strategia. E imparare
a sorridere di più e a lavorare meglio.