Fra qualche tempo si comincerà a parlare alla memoria del
Banco d'Assaggio dei Vini d'Italia, conosciuto più sinteticamente come Banco di Torgiano. Infatti, dopo 26 anni di puntuale svolgimento alla fine di novembre, nel 2007 il Banco non è più stato convocato. Non c'è comunicazione ufficiale, ma è in chiusura anche l'Associazione omonima, a suo tempo costituita per gestire la manifestazione.
In mancanza di notizie ufficiali è impossibile escludere che i titolari del Banco (Regione dell'Umbria e Comune di Torgiano, insieme a vari organismi) abbiano intenzione di riproporre in futuro lo stesso sotto altra veste. Nell'attesa è doveroso rivolgere un omaggio e un ringraziamento al Banco che fu, a chi lo inventò, a chi lo ha condotto in tanti anni. Infatti il Banco di Torgiano ha rappresentato una risorsa culturale e promozionale del paese Italia, che troppo poco parla al resto del mondo delle sue glorie enologiche.
Il merito è di Giorgio Lungarotti, grande signore del vino e del made in Italy, uno dei primi ad andare all'estero a proporre le sue bottiglie, pur non avendo una antica tradizione enologica. Le sue intuizioni geniali sono state: occorre investire molto in cultura (con l'aiuto di sua moglie Maria Grazia ha costruito il più bel museo del vino) e sul territorio (ha invitato in Umbria centinaia di opinion leaders del mondo intero); il nostro vino sarà vincente nel mondo se lo proporremo col suo patrimonio di identità storica.
Quindi: facciamo degustare il vino, tutti i vini italiani, in uno degli ambienti più belli del mondo, l'Umbria, a persone che ne sappiano comunicare i pregi. Era nato il Banco di Torgiano, che dopo qualche anno è stato assunto dalla Regione dell'Umbria come impegno finanziario e organizzativo. Onore quindi alle istituzioni regionali umbre che hanno speso le proprie risorse per promuovere tutti i vini italiani, esempio raro nel nostro paese.
Bravi anche i gestori materiali del concorso, in primo luogo il segretario dell'Associazione, Paolo Pettinari, e il direttore dell'Associazione Enologi Italiani, Giuseppe Martelli, presidente delle commissioni di assaggio di tutti questi anni; il loro lavoro ha tenuto il Banco ad un livello alto e rispettato, come non è facile per un concorso enologico.
Qualche dato numerico è sufficiente: sono state ben 1200 le Aziende vinicole italiane premiate in 26 anni (59 volte Banfi di Montalcino, 39 Cavit di Trento, 31 Conte Tasca di Almerita-Regaleali, 28 Lungarotti, 25 Duca di Salaparuta) e ben 210 le doc o docg o igt premiate (tra queste 68 volte il Brunello di Montalcino, 47 il Bianco di Sicilia, 44 il Chianti Classico, 38 il Montepulciano d'Abruzzo, 36 il Rosso di Toscana, 32 l'Amarone, 30 il Trentino). Un quadro realistico dell'Italia di questi anni.
E' interessante constatare che, pur nella crisi generale di credibilità di tutte le selezioni enologiche (che riguarda sia i concorsi che le guide), il Banco era molto seguito dalle cantine di qualità di tutta Italia, al punto di finanziare con le quote di partecipazione le spese organizzative. In particolare il Banco aveva puntualmente registrato l'emergenza di tante etichette di pregio in Sicilia, in Campania, in Abruzzo, nelle Marche, dimostrandosi un termometro sensibile delle novità enologiche del paese.
Qualità e cultura sono state le parole guida del Banco di Torgiano. Per questo sicuramente sarà ricordato da molti con nostalgia.
novembre 2007