
Protagonista di questi anni. Non c'è il minimo dubbio: la maggior performance vinicola piemontese è quella del vino Barbera, che nell'ultimo decennio vede crescere di circa il 50% le bottiglie del Barbera d'Alba e addirittura raddoppiare quelle del Barbera d'Asti.
Non si può che constatare l'interesse del mercato per questi prodotti, che comunque erano già i maggiori piemontesi prima della crescita. Dieci anni fa l'insieme dei 4 doc Barbera costituiva oltre la metà dei 520-550 mila ettolitri di vini rossi a denominazione.
Oggi se si registra un generale incremento dei vini rossi piemontesi (raddoppiati in dieci anni, mentre i bianchi sono cresciuti appena del 10% circa) le doc che prendono origine dalle uve barbera sono oltre il 50%, con una potenzialità di circa 70 milioni di bottiglie, sicuramente ancora in espansione.
Per chi vuole fare raffronti, le bottiglie di Barbera doc piemontese eguagliano il colosso Asti spumante, mentre vini nobili come il Barolo arriva a 8 milioni di bottiglie, come il Gavi; i Dolcetti nel loro complesso non arrivano a 18 milioni, il Cortese e l'Arneis ciascuno non superano i 3 milioni.
Non si sente un rallentamento di tendenza nel Barbera doc, anche se il mercato enologico è tutt'altro che in crescita. A condividere la tendenza il Nebbiolo d'Alba che raddoppia e arriva ai 20 mila ettolitri (mentre invece rallenta il gemello Roero, che si attesta a meno di un terzo), e il Freisa d'Asti, un po' troppo dimenticato dalla critica militante, che sale da 5 a 12 mila ettolitri, e il Dolcetto di Dogliani che da 13 sale a 25 mila ettolitri.
Un caso a sé è costituito dall'aromatico rosso Brachetto d'Acqui, in costante crescita nel decennio da 6/8 mila fino a 28/30 mila ettolitri.
Le nuove doc Piemonte, Langhe, Monferrato, cui si attribuivano performances più consistenti, si sono stabilizzate ormai attorno ad un complessivo 100 mila ettolitri, pari al 40% dell'attuale produzione di Barbera d'Asti.
Gloria alla Barbera d'Asti e alle sue sorelle. Vediamo i dati salienti di questa grande maturazione.
TRE DOC IN COMPETIZIONE
LEADER E' ORMAI IL BARBERA D'ASTI